Schiaccianoci Recensione - Gennaio 2018

Giovanni confronta gli cinque ultimi Schiaccianoci

Giovanni C.
Lacor 63017
Lacor 63017
Ghidini Cipriano 34
Ghidini Cipriano 34
Schiaccianoci Conico In Metallo Cromato Tescoma Red
Schiaccianoci Conico In Metallo Cromato Tescoma Red
Tescoma 420202
Tescoma 420202
Fackelmann 48221
Fackelmann 48221

I parametri di cui ho tenuto conto nel test sono tre: resistenza, funzionalità e comodità. La resistenza riguarda la solidità dei materiali, indispensabile per un accessorio duraturo. La funzionalità invece è l'efficienza del prodotto: potrebbe sembrare un fattore scontato, ma non tutti gli schiaccianoci hanno la stessa forma, quindi alcuni modelli sono più adatti a determinati tipi di frutta secca piuttosto che ad altri. La comodità, infine, si trova nella forma dell'impugnatura, che in certi casi può disturbare a tal punto da creare fastidi alla mano, soprattutto dopo un uso prolungato.

Vincitore
Lacor 63017

Lacor 63017

Risultato del test

10

su 10

Dimensioni
23 x 10 x 7 cm
Peso
431 g
Metallo
Zamak
Pro

Forma degli alloggiamenti

Gommatura dei manici

Contro

Meccanismo poco fluido

Qualità-prezzo
Ghidini Cipriano 34

Ghidini Cipriano 34

Risultato del test

9

su 10

Dimensioni
21,4 x 8,5 x 1,3 cm
Peso
127 g
Metallo
Zama
Pro

Materiale robusto

Forma

Rapporto qualità-prezzo

Contro

Lieve imperfezione nella dentatura delle pareti interne

Schiaccianoci Conico In Metallo Cromato Tescoma Red

Schiaccianoci Conico In Metallo Cromato Tescoma Red

Risultato del test

8.5

su 10

Dimensioni
21,5 x 5,3 x 8,5 cm
Peso
172 g
Metallo
Plastica
Pro

Utilizzo meno faticoso grazie alla leva maggiorata

Contro

Verniciatura rossa poco resistente all'attrito in alcuni punti

Tescoma 420202

Tescoma 420202

Risultato del test

8

su 10

Dimensioni
21,4 x 8,5 x 1,3 cm
Peso
127 g
Metallo
Metallo
Pro

Impugnatura

Contro

Cromatura lievemente compromessa

Fackelmann 48221

Fackelmann 48221

Risultato del test

7.3

su 10

Dimensioni
18 x 3,5 x 9,5 cm
Peso
181 g
Metallo
Zama
Pro

Robustezza

Contro

Perno di giunzione troppo delicato

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A cosa serve uno schiaccianoci?

Nonostante il nome sia piuttosto „restrittivo“, lo schiaccianoci è un accessorio utile per rompere il guscio di tutta la frutta secca, per esempio noci e nocciole. La sua invenzione è molto datata, e ad oggi il sistema è rimasto pressappoco invariato: un attrezzo molto semplice e poco dispendioso, capace di frantumare i gusci più compatti sfruttando la leva.


schiaccianoci
@Couleur/pixabay.com

Di solito il materiale impiegato per la realizzazione è il metallo, a volte acciaio (per gli schiaccianoci più costosi), in altri casi leghe metalliche come la zama. Gli schiaccianoci non sono soggetti a rotture frequenti, visto il grande divario di resistenza alle forze di trazione che passa tra le fibre vegetali e i metalli; tuttavia un componente chiave di ogni schiaccianoci è il perno fra i due manici speculari, che a lungo andare potrebbe indebolirsi fino a rompersi. Si tratta comunque di un evento raro.

Uno schiaccianoci è praticamente indispensabile nell’ambiente domestico, per questo ho deciso di confrontare cinque modelli comuni e definire per ciascuno almeno un pro e almeno un contro. Grazie a quest’analisi ho potuto decretare un vincitore assoluto, scelto per via della qualità, e il modello più conveniente, scelto invece per via del rapporto fra qualità e prezzo.


schiaccianoci
@WerbeFabrik/pixabay.com

Cosa considerare nel momento dell’acquisto?

Come già detto lo schiaccianoci è un oggetto elementare, privo di componenti soggetti ad attriti o parti in movimento, con una sola eccezione, quella del perno. In uno schiaccianoci classico il perno è un inserto rivettato e leggermente lubrificato su cui ruotano due aste speculari.

Nei modelli più moderni il principio è simile, ma talvolta viene aggiunta una piccola molla per riportare automaticamente lo schiaccianoci nella posizione iniziale. In entrambi i casi è bene prestare attenzione alla qualità di questo componente, che potrebbe fare concretamente la differenza fra uno schiaccianoci longevo e uno da riparare o sostituire dopo poco tempo dall’acquisto.


schiaccianoci noci
@KRiemer/pixabay.com

Il test: 5 modelli a confronto

Tescoma 420202 Presto

Uno schiaccianoci vecchio stampo, in lega metallica cromata e dalla forma comune. La seghettatura degli incavi interni aiuta a tenere stabilmente in posizione la frutta secca da frantumare.

In questo caso un pro si trova nell‘impugnatura, abbastanza lineare e spessa da non comportare una scomodità negli utilizzi più impegnativi. Il contro invece è quello della cromatura, che in alcuni punti delle aste (soprattutto intorno al fulcro) risulta lievemente compromessa.

Lacor 63017

Questo modello appartiene a una tipologia differente rispetto agli allestimenti più classici. Il principio di funzionamento è simile, ma la forma degli alloggiamenti permette di rompere i gusci in modo più preciso, trattenendo i piccoli frammenti.

La gommatura dei manici è il pro di questo schiaccianoci, che di contro ha un meccanismo poco fluido.

Tescoma Red

La differenza rispetto alla maggior parte degli schiaccianoci, per questo modello, consiste nelle dimensioni. La lunghezza è di 18 cm, con una leva maggiorata. Per questo l‘utilizzo è meno faticoso, un ottimo pro.

Come contro ho osservato una verniciatura rossa poco resistente all’attrito, uno svantaggio a maggior ragione quando si ha a che fare con accessori per la preparazione di alimenti. Un difetto comunque limitato a pochi punti, nulla di cui preoccuparsi eccessivamente.

Ghidini Cipriano 34

Un altro modello tradizionale, questa volta con un materiale più robusto e una forma più appuntita. Proprio la forma si rispecchia in un grande pro, quello della versatilità.

Questo schiaccianoci non ha dei difetti evidenti, se non una lieve imperfezione nella dentatura delle pareti interne, niente che non possa comunque garantire un utilizzo ottimale anche per i gusci più compatti.

Fackelmann 48221

Per concludere un modello di concezione recente, simile a due dei precedenti. Il colore è nero, e finalmente ho potuto apprezzare l’uso del vero acciaio.

La robustezza è quindi un pro, insieme alla cura nella verniciatura, sempre uniforme e resistente. L’unico contro è quello del perno di giunzione, davvero troppo delicato.

Conclusioni

Fra i cinque modelli testati ho trovato nel Lacor 63017 il più funzionale. Il suo prezzo è di poco superiore rispetto a quello degli altri quattro, ma questo è ampiamente giustificato dalla massima qualità che ci si potrebbe aspettare da uno schiaccianoci. Ho segnalato come difetto la scarsa fluidità del meccanismo, ma per ovviare al problema potrebbe bastare una goccia di lubrificante, e ad ogni modo non si tratta di un contro che possa in qualche modo compromettere l’utilizzo.

Ma ragionando secondo un criterio alternativo, ovvero quello del rapporto fra qualità e prezzo, ho scelto come vincitore il Ghidini Cipriano 34. Un giudizio in parte oggettivo, perché la qualità è comunque innegabile, in parte soggettivo, per via della mia attitudine a scegliere le ben collaudate attrezzature tradizionali piuttosto che abbandonarmi alla modernità. Entrambi gli schiaccianoci svolgono al meglio il loro compito, quindi la scelta fra i due deve essere intesa a completa discrezione di chi dovrà poi utilizzare l’accessorio.

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